Sabbia e dermatite atopica

 

Si può vietare ad un bambino di giocare con la sabbia, al mare, in vacanza? La risposta sarebbe no. Nel caso di dermatite atopica (DA), la sabbia potrebbe però costituire, per alcuni soggetti e non per altri, un fattore scatenante.
Questo post non ha pretese di carattere scientifico né tantomeno medico, ma vuole portare alla luce un’esigenza condivisa da molti genitori, di bambini affetti da dermatite atopica, che quotidianamente operano scelte cerando di trovare il giusto equilibrio fra benessere fisico e benessere psichico dei loro figli, oscillando tra le indicazioni mediche e l’osservazione personale quotidiana, il buon senso, la creatività, la flessibilità, il desiderio di vedere il proprio figlio…sereno, nonostante la dermatite atopica e magari anche le allergie. Chi più ne ha ne metta!

La scorsa settimana abbiamo trascorso qualche giorno in una località marittima, in cui la sabbia in spiaggia abbondava (dove siamo soliti trascorrere noi le vacanze estive, invece, scarseggia) e, per la prima volta, nostra figlia e il suo papà hanno “costruito” un fortino (quello nella foto)! L’entusiasmo era incontenibile e contagioso, tale da attrarre altri bambini che si aggiravano nei dintorni, incuriositi e pronti a offrire il loro piccolo contributo… Il soggiorno è durato solo qualche giorno, ma non sono mancate piccoli irritazioni locali (per esempio sui lati dei piedi, oppure su alcune dita) che sono però passate in secondo piano di fronte alla gioia di aver contribuito alla costruzione di un castello di sabbia! E questo episodio mi ha ulteriormente convinta di come un’esperienza gioiosa possa avere la meglio su qualche piccolo fastidio.

Vi sembra che stia dicendo cose ovvie? Quando il proprio figlio ha una patologia cronica, vi assicuro, non c’è nulla di ovvio e scontato! Alice ha ormai quasi cinque anni e noi siamo col tempo diventati genitori “abbastanza competenti” in materia di dermatite atopica e allergie alimentari e possiamo permetterci di operare alcune scelte, e sottolineo alcune, più facilmente rispetto al passato. Ma non pensiate che sia lo stesso per dei neogenitori, la cui figlia o il cui figlio alterna periodi in cui la malattia si presenta in forma medio-grave a periodi in cui sembra assente. In quest’ultimo periodo si vorrebbe evitare di esporre innavertitamente il proprio cucciolo a qualsiasi fattore scatenante. Spesso non si sa nemmeno cosa sia stata a scatenarla! Ecco che allora ci sono genitori (li ho conosciuti personalmente) che di fronte ad un’indicazione generica” del medico:” La sabbia può irritare”, hanno preferito la montagna al mare, per non rischiare, senza tenere conto che in montagna potrebbero esserci altri fattori scatenanti, ma non voglio entrare nel merito in questa sede.

Non esiste il veto assoluto alla frequentazione di spiagge di sabbia da parte di bambini affetti da dermatite atopica. Generalizzare può risultare inutilmente restrittivo e penalizzante. Ogni caso è un caso a sé stante e i fattori scatenanti sono molteplici e soggettivi.

La sabbia, indipendentemente dal fatto di soffrire di DA o meno, può causare irritazioni locali, per via dello sfregamento. Un soggetto che soffre di dermatite atopica potrebbe risentirne maggiormente e dover, in alcuni casi, dover ricorre a farmaci ad uso topico per sanare la pelle. Questo però non significa che dobbiamo privarli di un’esperienza importante per il loro sviluppo cognitivo.

Quando vivevo in Germania, tenere lontana Alice dalla sabbia (rigorosamente presente in ogni parco giochi!) veniva visto malissimo dalle altre mamme (tedesche): arrampicarsi e pasticciare con la sabbia sono viste come attività fondamentali per un “corretto” sviluppo del bambino nei primi anni! Il rischio però di “sovrainfezioni” era altrettanto importante. Ovviamente una una prova l’ho fatta (quando le sue mani erano intonse), ma dopo qualche giorno siamo dovuti ricorrere ad una crema al cortisone, per curare l’infiammazione, e abbiamo optato per altre attività ludiche, altrettanto efficaci, al fine di contribuire allo sviluppo cognitivo della nostra pargoletta!

Personalmente, nel caso di nostra figlia, ho notato (e ho avuto la conferma dei medici) come sabbia, ghiaia, terra possano irritare le mani o i piedi, per via dello sfregamento o per via degi eventuali batteri che vi si annidano (tutto dipende molto se si tratta di sabbia “riportata”, quindi proveniente da altri siti, magari contaminati da altri elementi normalmente estranei al mare, oppure dal fatto che la sabbia è lontana dal mare e “si lava” soltanto quando piove, o ancora dal fatto che è accessibile a cani e gatti… e via dicendo, oppure dalla composizione del terreno). Se sulle parti del corpo esposte a contatto con la sabbia erano presenti delle lesioni, cercavo di limitare o evitare del tutto il contatto, per non aggiungere infezioni o altro. Quando la pelle si presentava “sana”, avevo, e ho tuttora in certi casi, l’accorgimento di spalmare una crema “isolante” specifica per la dermatite atopica, suggeritami dal nostro dermatologo pediatra di fiducia.

Oggi la sabbia, domani qualcos’altro. Per questa ragione è quanto mai importante imparare a convivere con una malattia cronica, nel modo più equilibrato e sereno possibile, svolgendo quotidianamente il lavoro più difficile del mondo, ossia quello del genitore, di cui, noi e voi, siamo assolutamente capaci:-)

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21 commenti

Archiviato in DERMATITE ATOPICA, Fattori scatenanti

21 risposte a “Sabbia e dermatite atopica

  1. Tilly

    Non immaginavo che fosse una dermatite così forte… io ne soffro ma in forma decisamente più lieve, certo i detergenti che uso sono scelti uno per uno e così le creme ma non avrei pensato che la sabbia potesse creare così tanti problemi (beh.. a parte la sabbia dei giardinetti che penso faccia male anche ai sani…)

    • E la sabbia è solo uno dei tantissimi e insospettabili fattori scatenanti della dermatite atopica… aimé, ma ce la possiamo fare, con tanta pazienza e una buona dose di autironia…

  2. Condivido in pieno l’articolo sia da un punto di scientifico sia pratico.
    Facile per un medico disporre indicazioni o limitazioni sociali ma sono convinto che non bisogna trascurare assolutamente il contesto sociale, familiare e personale della persona che soffre di una problematica dermatologica cronica.

    L’importante è sapere che un determinato atteggiamento o comportamento potrebbe effettivamente essere un fattore scatenante e magari adottare fin dove possibile quei rimedi per evitare lo scatenamento della recidiva.

    Complimenti per il sito!

    • Innanzitutto La ringrazio per i complimenti nonché per il Suo commento, in quanto la vita di un genitore di un bimbo affetto da patologe croniche non è assolutamente semplice, indipendentemente dalla gravità della patologia, perché spesso il contesto parentale e sociale non aiutano, anzi… Torni a trovarci, magari con qualche prezioso contributo che sarò lieta di pubblicare, citando ovviamente l’autore:-)

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  4. sento di poter condividere ciò che hai scritto
    non è facile ma ci proviamo per la serenità dei nostri figli

    il fortino è bellissimo!!

    affettuosità

    Vale

  5. Pingback: Quando non sono le allergie e la dermatite atopica… | mimangiolallergia

  6. tatina

    anke io ho mio figlio di 5 anni e ti kapisco perfettamente mi rivedo nel tuo racconto della sabbia infatti io ho notato subito che a tommy ogni volta che lo porto al mare la dermatite peggiora con quel fastidioso prurito anke la notte,,,,,e una tortura …….!ma che bisogna fare ??’il pediatra mi sta facendo dare l antistaminico e poi gli fara fare di nuovo test allergici che gia so che e allergico all acaro della polvere….!sara bene fare anke i test allergici alimentari???non so sono nel pallone da anni xke non riesco a trovare un rimedio x questo piccino che si gratta ininterrottamente…..help !

    • avevo scritto un post anni fa sull’argomento che ora non riesco a reperire causa pessima connessione che va e viene, quindi ti racconterò velocemente un anedotto. Anni fa un amico mi chiede cosa fare con sua figlia che si gratta come una matta e la pediatra oltre ad una crema antibiotica-cortisonica diceva di aspettare e di fare test allergici. Io l’ho indirizzato da brava dermatologa pediatra e… dopo una visita accurata ha stabilito terapia (niente farmaci), qualche accorgimento per la detersione personale e non e … è guarita. Idem un’altra amichetta che nonostante gli allergologi avessero individuato migliaia di allergie… non avevano individuato la cura e anche in quel caso la dermatolga pediatra, esperta, di buon senso, ha prescritto una crema (non farmaco) specifica e … ora sta bene. La manifestazioni cutanee non sono sempre e solo causate da fattori allergici. Esistono fattori irritativi (dallo sfregamento, al troppo caldo e troppo freddo, umidità, dentizione eccetera…). Io ho una crema (non farmaco) che uso quando comincia a grattarsi, a base di ossido di zinco che placa il prurito e lenisce, ma fatta fare dal farmacista su ricetta del medico… In bocca al lupo e se vuoi riparliamone…

  7. Laura

    Ciao, io soffro di DA da trent’anni e ci convivo. Solitamente passa in adolescenza ma io non ho avuto questa fortuna. Mi viene spontaneo commentare il tuo post per dirti che sono convinta che siano molti più i benefici che i danni di un soggiorno al mare. Io non ricordo di aver avuto da piccola dei danni dal giocare con la sabbia, ma ricordo invece benissimo quanto meglio mi sentivo dopo qualche giorno dall’arrivo al mare. Premetto che non era e non è facile all’inizio, soprattutto se ci sono evidenti segni di una dermatite attiva. Il bruciore dell’acqua salata a volte è quasi insopportabile, e sempre, almeno nel mio caso, ho come effetto un peggioramento iniziale (pelle arrossata, dolorante a volte); ma solitamente dopo i primi giorni la velocità con cui la pelle riprende vita è entusiasmante. Come ogni terapia che non preveda l’uso di medicinali topici è normale avere un effetto peggiorativo iniziale, la pelle reagisce alla nuova situazione. E’ vero che ogni caso è unico e che magari una persona può essere allergica a elementi che a un’altra non fanno danno, ma penso che sia utile avere un quadro ampio della situazione… ho rispetto per i medici ma penso che a volte non si rendano conto del valore delle loro affermazioni per una madre che non sa più che pesci pigliare… il mare e il sole sono i pilastri della prevenzione e cura della dermatite atopica; penso che la sabbia sia solo un elemento che PUO’ essere negativo in una situazione di beneficio generale. Vorrei farti i complimenti per aver seguito il tuo istinto e per aver portato la tua piccola al mare; poi non c’è di meglio che il relax e la gioia di giocare con mamma e papà, anche per curarsi. Lo stato emotivo e psicologico sono fondamentali per combattere la DA…
    Scusa mi sono dilungata, ma mi faccio prendere la mano da questo argomento…..
    In bocca al lupo,
    Laura

    • Laura

      Ecco, per dire, ho fatto tutto troppo di fretta! Mi sono buttata sull’argomento di petto, ma ora ho visto che era un post di un paio d’anni fa, e mi sono fatta anche un giro sul tuo blog… Evidentemente sei informatissima e la DA non è l’unica con cui devi convivere…
      Ti rinnovo il mio in bocca al lupo, e continuo il mio giro tra i tuoi articoli così magari imparo qualcosa di utile! Ciao!

      • Cara Laura… In raltà sono abbastanza informata, forse più di altri, ma magari meno di qualcun altro, quindi via libero alle sinergie “sane”, perché non se ne sa mai abbastanza:)

    • Grazie Laura per questa preziosa testimonianza che si allinea con quanto io sapevo. La DA è terribilmente soggettiva e possiamo così aspettarci che sparisca, come che ricomparisca, quando meno ce lo si aspetta… E vale sempre la regola del buon senso:) Non ti sei dilungata troppo. Io stessa mi rendo conto che parlarne richiede preamboli, trattatazione particolare, conclusione con finale aperto, che non bastano mai a rendere appieno il concetto che si ha in mente:)

  8. tatina

    qualè il nome della crema isolante che usi??va bene da mettere prima di andare sulla spiaggia?

    • Buongiorno Tatina e benvenuta! Scusa per il ritardo con cui ti rispondo…
      Si tratta di un crema fatta fare ad hoc dal farmacista, su ricetta della dermatologa pediatra a base di ossido di zinco. Non posso riportare qui la ricetta, in quanto è un medico che la prescrive. Il corrispettivo esiste forse anche in farmacia, ma contiene conservanti, e nel caso della figlia, il medico aveva preferito evitarli. La usiamo ancora oggi, con ottimi risultati, ma so che invece ad altri non fa lo stesso effetto 😦 ogni caso è un caso a sé stante purtroppo. Posso chiederti in che provincia abitate?

      • tatina

        ciao..!!!si siamo della provincia di taranto……….

      • mannaggia… fossi stata più vicina… in quella zona non mi risulta ci sia un centro della Scuola dell’atopia a cui fare riferimento. Mi sa che scriverò un post con intervista alla dermatologa, così vediamo cosa suggerisce;)

      • tatina

        ok grazie 1000 monica…..!!!xkè io ormai non so piu che fare con mio figlio…quando arriva l’estate è un problema sia x quanto riguarda il sudore e poi quando lo porto al mare al contatto con la sabbia……..

  9. Ernesto

    Ciao a tutti,
    probabilmente la sabbia asciutta avrà avuto un effetto disidratante, ma vi assicuro che il mare d’estate, con i sali minerali in esso contenuti, il sole, ed anche i castelli di sabbia sul bagnasciuga sono la miglior cura e a volte anche l’unica per la maggioranza degli atopici.
    Vietatissimo esporsi al sole durante le ore centrali della giornata, bisogna sfruttare il sole del mattino sino alle 10:00 – 10:30 e dopo le 17:00
    Attenzione anche alle creme solari, anche quelle delle migliori marche, sulla pelle delicata degli atopici, possono scatenare eritemi ed arrossamenti, meglio esporsi al sole con gradualità ed evitarle completamente.
    Se proprio si ha la pelle delicata, piuttosto dopo una decina di minuti di esposizione coprirsi con una maglietta di cotone bianca e leggera e un cappello abbondante.
    Attenzione anche alle creme cortisoniche, se proprio si è costretti ad usarle è meglio applicarle alla sera ed evitarle quando ci si espone al sole. Il cortisone, inoltre assottiglia la pelle quindi dà sollievo immediato ma poi porta ad un peggioramento generale delle zone trattate.
    Atopico e padre di due bambini atopici, quindi tutto quello che scrivo è stato sperimentato prima sulla mia pelle, poi su quella dei miei figli ed infine anche su quella del mio portafoglio ….

    • Scusami tantissimo per il ritardo con cui riscontro il tuo commento Ernesto, ma in montagna la connessione non ci guadagna purtroppo!
      Ma… ci tenevo a ringraziarti per la tua testimonianza, utilissima, a cui mi permetto solo di apportare qualche contributo, nel senso che l’effetto della sabbia non è tanto disidratante quanto abrasivo nel senso letterale della parola, nonché può contenere, se lontano dall’acqua e aperte alla frequentazione libera di umani e animali, altre sostanze, nonché impurità e batteri che possono penetrare magari attraverso le lesioni già presenti e innescare brutte infezioni (sulle spiagge è noto che si può contrarre più facilmente impetigine).
      La maglietta bianca non è anti UVA, meglio l’abbigliamento anti UVA certiicato: te lo dico per esperienza perché ci si può scottare anche sotto l’ombrellone pur indossando maglietta bianca… dipende dall’orario, dallo spessore del telo (provato sulla mia pelle), dalla latitudine 🙂
      “Attenzione anche alle creme solari, anche quelle delle migliori marche, sulla pelle delicata degli atopici, possono scatenare eritemi ed arrossamenti, meglio esporsi al sole con gradualità ed evitarle completamente.” D’accordissimo!!!!! in un altro post racconto proprio un’esperienza negativa con una crema solare consigliata per bambini atopici… a cui è dovuto seguire trattamento cortisonico per spegnere infiammazione diffusa! Grazie di averlo ribadito!
      E… il portafoglio… delle famiglie di allergici è sempre più leggero! Concordo!
      Grazie e ben trovato!!!

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