Dermatite atopica. Quale dovrebbe essere il ruolo del pediatra?

Da quando a nostra figlia sono state diagnosticate prima dermatite atopica e poi alcune allergie alimentari (che nulla avevano a che fare con la sua dermatite atopica) sono trascorsi degli anni, e col tempo mi sono convinta di una cosa. La dermatite atopica è una malattia complessa, il cui impatto sulla vita dei piccoli pazienti e dei loro famigliari dipende in modo importante, non solo dai genitori, ma anche dai medici di riferimento che si ha la fortuna, o sfortuna, di incontrare.

A mio avviso, è fondamentale poter contare su una pediatra o un pediatra capace di essere “un faro nella nebbia”, ossia capace di aiutarci a capire meglio e a fare chiarezza, di aiutarci altresì ad orientarci quando ci troviamo di fronte a un bivio, e dobbiamo prendere una decisione importante, nonché disposto ad accettare il confronto. Chiedo troppo?

Nel caso specifico dei bambini, salvo casi particolari, la prima diagnosi di dermatite atopica avviene nell’ambulatorio del pediatra di riferimento. A fronte di determinati sintomi riferiti dai genitori e osservati sul piccolo paziente, il pediatra deve decidere a questo punto come procedere:

  1. se tentare una terapia sulla base delle sue competenze
  2. oppure chiedere il consulto di un esperto per verificare l’ipotesi

Premesso che OGNI CASO È UN CASO A SÉ STANTE,

dovrebbe però esistere una linea generale di comportamento,

al fine di ottimizzare tempo ed efficacia delle terapie,

nonché di risparmiare ai bambini di essere sottoposti

a procedure diagnostiche e terapie talvolta inutili.

Questo soprattutto per due ragioni: 1) la dermatite atopica è una patologia multifattoriale, ossia può essere scatenata da uno o più fattori; 2) i trattamenti dovrebbero essere sempre personalizzati (non esiste una ricetta standard, valevole per più casi). A titolo esemplificativo, vi riferisco il caso di un amico.

Un giorno A. mi chiama e mi chiede il nome del mio dermatologo, perché la loro pediatra non riesce a risolvere un problema che sta assillando la figlia di 3 anni ormai da mesi. Ha degli arrossamenti associati ad un prurito fastidiosissimo, soprattutto notturno, al punto di provocarsi piccole lesioni, in seguito al continuo grattamento. La loro pediatra, non essendo riuscita a risolvere il problema con una terapia con una crema a base di una combinazione di cortisone e antibiotico, vorrebbe mandarla dall’allergologo. I genitori preferirebbero avere prima un parere dermatologico. Volete sapere come è andata a finire? La bambina non solo ha risolto il problema che non si è più presentato, ma è bastato eliminare ammorbidenti e bagnoschiuma aggressivi. Sì, avete capito bene: il dermatologo pediatra interpellato ha trovato il rimedio SENZA avvalersi di farmaci!

Ovviamente, non sempre la soluzione è così facilmente a portata di mano, magari lo fosse. Non staremmo qui a parlarne, ma quando è possibile, perché complicare i casi semplici?

Attenzione, non voglio fare un processo ai pediatri.  La categoria accoglie dei veri e propri professionisti che visitano centinaia di pazienti la settimana, che devono sottostare a procedure burocratiche di non sempre facile comprensione, ai quali viene lasciato pochissimo tempo per aggiornarsi. E non dobbiamo dimenticare che i pediatri come tutti i medici sono persone che arrivano alla professione con studi, esperienze professionali, competenze e vissuti personali molto differenti fra loro. Ciascuno di loro dà il massimo e dobbiamo rispettarli. Detto ciò, rimane il fatto che non sempre le cose vanno come dovrebbero andare e quindi è bene parlarne.

Non finisce qui. Presto seguirà un approfondimento con l’esperto pediatra.

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2 commenti

Archiviato in ALLERGIE & ALLERGIE e INTOLLERANZE ALIMENTARI, DERMATITE ATOPICA

2 risposte a “Dermatite atopica. Quale dovrebbe essere il ruolo del pediatra?

  1. Tilly

    La dermatite atopica a mio parere è un vero e proprio mistero… nel mio caso la vedo tanto in estate risultata dal connubio: allergia al nickel – sudore, mentre d’inverno è praticamente inesistente.
    Però negli anni le motivazioni che ho letto sono state svariatissime: si va dall’uso di detergenti agressivi o comunque a base di sapone (per non parlare dei bagnoschiuma che a mio parere sono proprio velenosi) a un interazione con il latte..
    Comunque plaudo al pediatra dermatologo: prima di “sparare” farmaci come fossero cannonate si dovrebbero per prima cosa eliminare le cose “base” (personalmente ci ho messo anni per trovare uno shampoo che non producesse effetti scorticanti, desquamanti e creatori di prurito)!

    • La dermatite atopica non è un mistero solo per te, ma anche per me. Siamo fortunatamente usciti dal tunnel e devo ringraziare un dermatologo pediatra, altrimenti non so come sarebbe andata a finire. Il sudore comunque è considerato uno fra i tanti fattori scatenanti, anche se molti pediatri e allergologi preferirebbero scovare un’allergia responsabile, così, per loro, è tutto più facile. Non sono in molti a prendersi la responsabilità di esprimere “pareri” scomodi.

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